Liberalizzare Confindustria

Alberto Bombassei, attuale vicepresidente di Confindustria, ha dato di fatto vita alle “primarie” per la scelta del prossimo presidente di Confindustria. Prima annunciando la volontà di un faccia a faccia pubblico con gli altri candidati, poi presentando alla Giunta un documento in cui espone il suo programma.
19 GEN 12
Ultimo aggiornamento: 00:39 | 7 AGO 20
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Alberto Bombassei, attuale vicepresidente di Confindustria, ha dato di fatto vita alle “primarie” per la scelta del prossimo presidente di Confindustria. Prima annunciando la volontà di un faccia a faccia pubblico con gli altri candidati, poi presentando alla Giunta un documento in cui espone il suo programma. Un’innovazione di cui si sentiva il bisogno, considerato che il metodo vigente per la nomina a tale carica è molto macchinoso, così come gran parte dei meccanismi di questa organizzazione che sente il peso dei suoi cento anni di vita. Martedì si riuniranno i vertici confederali per individuare una rosa di 9 nomi, fra i quali la Giunta sceglierà tre saggi che consulteranno la base, per scegliere i candidati che supereranno il 15 per cento dei voti. E il 23 marzo la Giunta procederà alla votazione di uno di loro. Questo il regolamento. Ma con la sua lettera programmatica Bombassei rivoluziona questa procedura verticistica, simile a quella dei partiti di massa del passato, e si rivolge direttamente alla base.

Sul merito delle proposte ci sarà tempo per discutere. Per ora Bombassei enuncia il principio per cui la Confindustria deve smettere di far politica per tornare a essere un organo di rappresentanza delle imprese. Il suo compito non deve consistere nel fare contratti nazionali, ma nel fornire “scatole degli attrezzi” fra cui ogni impresa possa scegliere il modello di contrattazione più consono alle sue esigenze. Inoltre egli propone di semplificare la struttura confindustriale, attualmente articolata in 267 organizzazioni. Ciò segnerebbe la progressiva fine dell’era neo corporativa delle relazioni industriali basate sulla concertazione. Ciò naturalmente comporterebbe pure una perdita di potere per chi governa Viale dell’Astronomia, e ridurrebbe la sua capacità di ottenere sovvenzioni e trattamenti di favore. Ma allo stesso tempo consentirebbe alle imprese di avere relazioni industriali più favorevoli alla produttività e alla competitività nel mercato. Quale che sia il successore di Emma Marcegaglia, bisognerà infatti concepire una Confindustria leggera al posto di quella burocratica che nelle vicende di questi ultimi anni ha dato una pessima prova.